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Sfatiamo i miti: verità sui pignoramenti

BLOG
8 ottobre 2020
TEMPO DI LETTURA: 4 MINUTI
Sfatiamo i miti: verità sui pignoramenti

Il pignoramento è quel momento in cui il conto in banca viene bloccato e, come spesso accade, nell’immediato non capiamo bene il motivo. E ci diciamo che una giornata così non ci capitava da tempo.

In pratica, vengono bloccate le somme dovute — non alla banca, come spesso si pensa — bensì, per esempio, all’ANAF (Agenzia nazionale di amministrazione fiscale). Può trattarsi del pagamento dimenticato di un’imposta — come persona fisica o come impresa. Perché, diciamolo, prima o poi con le imposte abbiamo un conto tutti 😊. E sì, può capitare di rimanere indietro con i pagamenti, per vari motivi, anche se il versamento di tasse e imposte si può fare molto facilmente online, con la carta.

Sul pignoramento, per essere il più possibile informato:

  1. I pignoramenti dipendono da una sola cosa: non dalla sfortuna 😊, ma da debiti verso determinati enti, come l’ANAF.

  2. Chi può disporre un pignoramento? L’ANAF, la Direzione Tributi e Imposte, i tribunali/le Procure oppure gli ufficiali giudiziari.

  3. La banca blocca il conto solo sulla base di una comunicazione ufficiale, ricevuta da un ente come quelli indicati, e non di propria iniziativa.

  4. La banca è obbligata per legge ad applicare il pignoramento e, purtroppo, il blocco delle somme sul conto significa che non puoi più prelevare denaro in filiale o agli ATM, né effettuare bonifici o pagamenti.

  5. Ci sono anche eccezioni: gli assegni e altre indennità per i figli, gli assegni di maternità, le borse di studio, le diarie e le indennità di decesso sono escluse dal pignoramento.

  6. Se sei cliente BT, riceverai da noi un SMS quando viene disposto il pignoramento, così da esserne informato.

  7. Se hai un solo pignoramento e ricevi lo stipendio tramite banca — qualunque essa sia — la banca è obbligata a trattenere 1/3 del valore dello stipendio netto mensile. Se i pignoramenti sono più di uno, la banca è obbligata a trattenere 1/2 del valore dello stipendio netto mensile. La differenza potrà essere utilizzata, dopo lo sblocco della somma spettante: in altre parole, vi avrai accesso tramite app, carte oppure venendo in banca e potrai farne ciò che vuoi — pagamenti, prelievi di contante ecc. Se il tuo datore di lavoro trattiene già la quota di 1/3 o 1/2 dello stipendio, puoi richiedere lo sblocco integrale dello stipendio, ma devi fornirci un documento che attesti la trattenuta effettuata dal datore di lavoro, ossia Anexa 5.

  8. Per sbloccare un importo pignorato, la banca ha bisogno di una giustificazione legale o del nulla osta dell’ente che ha disposto il pignoramento.

  9. La banca trasferisce il dovuto (le somme bloccate a seguito del pignoramento) in 3 – 5 giorni all’ente che lo ha emesso.   

 

Cosa devi fare se il tuo conto è pignorato per aiutarci a sbloccarlo:

  1. Chiedi informazioni a BT e/o all’ente che ha disposto il pignoramento. Puoi accedere in qualsiasi momento a BT Visual Help per conoscere i tuoi pignoramenti.

  2. Puoi richiedere lo sblocco della quota legale dello stipendio mensile (1/3 o 1/2) tramite:

    BT Visual Help

🔸 chiami il numero 0264 308 000;

🔸 accedi al link ricevuto via SMS e, dal menu principale, seleziona la sezione "Pignoramenti";

🔸 selezioni il pignoramento e richiedi lo sblocco dell’importo.

         Livia de la BT, chiamando il numero di telefono 0264 30 80 28/tasto 0.

 

Anche se il conto è pignorato:

Puoi effettuare versamenti sulla carta di credito BT nel caso in cui sia bloccata a causa del pignoramento. In pratica, puoi versare denaro, ma non puoi prelevare né effettuare operazioni finché il pignoramento non è saldato integralmente;

Puoi ottenere un finanziamento per aziende se hai un’impresa, anche se per essa è presente un pignoramento sul conto. Tuttavia, con il finanziamento vanno prima estinti i debiti che hanno generato il pignoramento;

I pignoramenti non sono una situazione piacevole per nessuno, nemmeno per la banca. Noi desideriamo che le persone abbiano accesso al denaro e vivano un’esperienza quanto più possibile positiva con BT 🤝.

 

Editor: Laura Petrehus, Direttore aggiunto Comunicazione & PR, Banca Transilvania

 

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