Sfatiamo i miti: verità sui pignoramenti
Il pignoramento è quel momento in cui il conto in banca viene bloccato e, come spesso accade, nell’immediato non capiamo bene il motivo. E ci diciamo che una giornata così non ci capitava da tempo.
In pratica, vengono bloccate le somme dovute — non alla banca, come spesso si pensa — bensì, per esempio, all’ANAF (Agenzia nazionale di amministrazione fiscale). Può trattarsi del pagamento dimenticato di un’imposta — come persona fisica o come impresa. Perché, diciamolo, prima o poi con le imposte abbiamo un conto tutti 😊. E sì, può capitare di rimanere indietro con i pagamenti, per vari motivi, anche se il versamento di tasse e imposte si può fare molto facilmente online, con la carta.
Sul pignoramento, per essere il più possibile informato:
- I pignoramenti dipendono da una sola cosa: non dalla sfortuna 😊, ma da debiti verso determinati enti, come l’ANAF.
- Chi può disporre un pignoramento? L’ANAF, la Direzione Tributi e Imposte, i tribunali/le Procure oppure gli ufficiali giudiziari.
- La banca blocca il conto solo sulla base di una comunicazione ufficiale, ricevuta da un ente come quelli indicati, e non di propria iniziativa.
- La banca è obbligata per legge ad applicare il pignoramento e, purtroppo, il blocco delle somme sul conto significa che non puoi più prelevare denaro in filiale o agli ATM, né effettuare bonifici o pagamenti.
- Ci sono anche eccezioni: gli assegni e altre indennità per i figli, gli assegni di maternità, le borse di studio, le diarie e le indennità di decesso sono escluse dal pignoramento.
- Se sei cliente BT, riceverai da noi un SMS quando viene disposto il pignoramento, così da esserne informato.
- Se hai un solo pignoramento e ricevi lo stipendio tramite banca — qualunque essa sia — la banca è obbligata a trattenere 1/3 del valore dello stipendio netto mensile. Se i pignoramenti sono più di uno, la banca è obbligata a trattenere 1/2 del valore dello stipendio netto mensile. La differenza potrà essere utilizzata, dopo lo sblocco della somma spettante: in altre parole, vi avrai accesso tramite app, carte oppure venendo in banca e potrai farne ciò che vuoi — pagamenti, prelievi di contante ecc. Se il tuo datore di lavoro trattiene già la quota di 1/3 o 1/2 dello stipendio, puoi richiedere lo sblocco integrale dello stipendio, ma devi fornirci un documento che attesti la trattenuta effettuata dal datore di lavoro, ossia Anexa 5.
- Per sbloccare un importo pignorato, la banca ha bisogno di una giustificazione legale o del nulla osta dell’ente che ha disposto il pignoramento.
- La banca trasferisce il dovuto (le somme bloccate a seguito del pignoramento) in 3 – 5 giorni all’ente che lo ha emesso.
Cosa devi fare se il tuo conto è pignorato per aiutarci a sbloccarlo:
- Chiedi informazioni a BT e/o all’ente che ha disposto il pignoramento. Puoi accedere in qualsiasi momento a BT Visual Help per conoscere i tuoi pignoramenti.
- Puoi richiedere lo sblocco della quota legale dello stipendio mensile (1/3 o 1/2) tramite:
BT Visual Help
🔸 chiami il numero 0264 308 000;
🔸 accedi al link ricevuto via SMS e, dal menu principale, seleziona la sezione "Pignoramenti";
🔸 selezioni il pignoramento e richiedi lo sblocco dell’importo.
Livia de la BT, chiamando il numero di telefono 0264 30 80 28/tasto 0.
Anche se il conto è pignorato:
Puoi effettuare versamenti sulla carta di credito BT nel caso in cui sia bloccata a causa del pignoramento. In pratica, puoi versare denaro, ma non puoi prelevare né effettuare operazioni finché il pignoramento non è saldato integralmente;
Puoi ottenere un finanziamento per aziende se hai un’impresa, anche se per essa è presente un pignoramento sul conto. Tuttavia, con il finanziamento vanno prima estinti i debiti che hanno generato il pignoramento;
I pignoramenti non sono una situazione piacevole per nessuno, nemmeno per la banca. Noi desideriamo che le persone abbiano accesso al denaro e vivano un’esperienza quanto più possibile positiva con BT 🤝.
Editor: Laura Petrehus, Direttore aggiunto Comunicazione & PR, Banca Transilvania