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Ömer Tetik, CEO di BT: Il capitale che non emerge direttamente a bilancio: l'educazione finanziaria

#BTVOCE
3 agosto 2026
TEMPO DI LETTURA: 6 MINUTI
Ömer Tetik, CEO di BT: Il capitale che non emerge direttamente a bilancio: l'educazione finanziaria

Ömer Tetik, CEO di Banca Transilvania, ha rilasciato un’intervista alla testata Financial Intelligence, nell’ambito del progetto editoriale «Educazione finanziaria – il miglior investimento in te», realizzato insieme a Banca Transilvania. L’intervista integrale può essere letta di seguito:

Banca Transilvania è impegnata da molti anni in progetti di educazione finanziaria. Perché ritenete che l’educazione finanziaria rappresenti un investimento strategico sia per la società sia per il sistema bancario? 

L’educazione finanziaria non significa solo comprendere il denaro, ma poter prendere decisioni migliori per la vita. Ogni decisione finanziaria informata si traduce in maggiore indipendenza per le persone, più fiducia per gli imprenditori e un’economia più solida per la Romania.

Una società con un livello più elevato di educazione finanziaria prende decisioni migliori in tema di risparmio, credito, investimenti e pianificazione del futuro. E questo contribuisce ad accrescere la prosperità personale, ma anche quella delle comunità.

Dal nostro punto di vista, quello delle banche, l’educazione finanziaria significa clienti più informati, che comprendono meglio prodotti, servizi e applicazioni e che gestiscono le risorse in modo più responsabile. L’educazione finanziaria ha un impatto che va oltre l’ambito bancario perché sostiene l’imprenditorialità, incoraggia gli investimenti, aumenta il livello di inclusione finanziaria e contribuisce a sviluppare comunità più resilienti.

Come è cambiato il livello di educazione finanziaria dei romeni nell’ultimo decennio e quali sono, dal suo punto di vista, le sfide principali che restano da affrontare? 

La Romania ha compiuto grandi progressi negli ultimi dieci anni. Vediamo un interesse crescente per le soluzioni d’investimento e, parallelamente al loro sviluppo, per le soluzioni finanziarie digitali. D’altro canto, sempre più persone si chiedono come gestire meglio il proprio denaro, come crearsi una riserva finanziaria o come valorizzare e diversificare i risparmi. Questo segnala un cambio di mentalità; ed è il cambio di mentalità a generare trasformazioni durature.

Le sfide restano significative. Non basta avere accesso all’informazione: è fondamentale trasformarla in decisioni e in comportamenti finanziari sani. Un’altra sfida è la velocità con cui cambia il mondo finanziario. La digitalizzazione, i nuovi metodi di pagamento, gli investimenti e l’accesso all’informazione creano opportunità straordinarie, ma richiedono anche nuove competenze. Per questo possiamo dire che l’educazione finanziaria non è più un vantaggio, ma una competenza: non si misura da quanti concetti finanziari conosciamo, bensì da quanto siamo preparati a prendere buone decisioni. In questo modo non solo costruiamo una società più prospera, ma anche più fiduciosa e ottimista.

Come si può favorire lo sviluppo di una cultura del risparmio e degli investimenti di lungo periodo in una società in cui il consumo immediato è spesso incoraggiato? 

Serve costruire un equilibrio. Le persone hanno bisogno di godersi oggi i frutti del proprio lavoro, ma anche di costruire sicurezza per domani. La cultura del risparmio parte dall’educazione finanziaria, ma prosegue attraverso esempi concreti e l’accesso a soluzioni semplici. Quanto più risparmio e investimenti diventano accessibili, facili da comprendere e integrati nella vita quotidiana, tanto più verranno adottati come abitudini.

Sarebbe utile cambiare prospettiva sul risparmio. Risparmiare non significa rimandare la vita, ma costruire maggiore libertà di scelta per il futuro. E l’investimento è un modo attraverso il quale ciascuno può contribuire alla propria prosperità — e a quella della famiglia, della comunità, della società.

Le società che accumulano capitale hanno la capacità di investire di più, innovare di più e crescere più rapidamente. I consumi ci aiutano a vivere il presente, mentre risparmio e investimenti ci aiutano a costruire il futuro. Le economie forti riescono a fare bene entrambe le cose.

Quali sono gli errori finanziari più frequenti che riscontra tra gli imprenditori agli inizi e come possono essere prevenuti con l’educazione finanziaria?

Gli imprenditori alle prime armi hanno di norma coraggio ed energia. Talvolta manca però l’esperienza necessaria per trasformare una buona idea in un’impresa sostenibile. Uno degli errori più frequenti è concentrarsi esclusivamente sulla crescita — possibilmente molto rapida — e troppo poco sulla resilienza. Ci sono imprenditori che investono tutte le risorse nello sviluppo senza pensare a riserve finanziarie per i periodi più difficili. E nel business la liquidità è importante quanto la redditività.

Un’altra criticità è l’assenza di una pianificazione finanziaria di lungo periodo. Gli imprenditori conoscono molto bene i propri prodotti, l’offerta, il mercato e i clienti, ma a volte sottovalutano l’importanza del flusso di cassa, della struttura dei costi e della diversificazione delle fonti di finanziamento. Spesso il successo di un’impresa dipende dalla capacità di gestire le risorse finanziarie nei momenti di crescita e di volatilità, più che dalla qualità dell’idea. Certo, una buona idea avvia un’azienda, ma è la disciplina finanziaria che la aiuta a resistere e a crescere.

Qual è il ruolo delle partnership tra banche, autorità, mondo dell’istruzione e settore privato nell’aumentare il livello di educazione finanziaria in Romania? 

L’educazione finanziaria non può essere costruita da una sola istituzione o azienda. È uno sforzo collettivo e il progresso reale si vede quando banche, autorità, mondo dell’istruzione e altre imprese si assumono insieme la responsabilità di preparare le persone a decisioni finanziarie migliori.

Le banche hanno l’expertise pratica e il contatto diretto con milioni di clienti, le autorità possono definire il quadro e le strategie nazionali necessarie, scuole e università formano competenze di lungo periodo, mentre il settore privato contribuisce con risorse e programmi dedicati ai dipendenti e alle comunità. Ognuno di questi attori è importante, ma l’impatto vero arriva quando collaborano.

Che messaggio vuole trasmettere ai giovani che oggi iniziano il loro percorso professionale e finanziario e desiderano costruire un futuro basato su decisioni finanziarie sane?

L’educazione finanziaria è uno degli investimenti più preziosi che possano fare su se stessi. Nei primi anni di carriera, la differenza non è data tanto da quanto guadagni, quanto da quanto bene sai gestire ciò che guadagni. Le abitudini finanziarie che costruisci da bambino, ma anche a 20 o a 30 anni, influenzano le scelte e la libertà degli anni successivi.

I giovani oggi hanno accesso a più informazioni, strumenti e opportunità di qualsiasi generazione precedente. Ma, al tempo stesso, sono esposti a un volume molto elevato — a mio avviso eccessivo — di decisioni finanziarie: dalla scelta di una carta a prestiti e investimenti, fino alla pianificazione della pensione complementare. Li incoraggio a essere curiosi, cercare informazioni, fare domande, imparare continuamente e non prendere decisioni senza comprenderne le conseguenze di lungo periodo.

Un altro consiglio è avere pazienza: oggi si promuovono risultati rapidi, ma la prosperità finanziaria si costruisce, richiede tempo e chiede disciplina, risparmio, investimenti e decisioni coerenti. Consiglio inoltre di investire anche nelle proprie competenze.

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