Struttura dell’attivo del sistema bancario – sviluppi nell’area dell’euro, principale partner economico della Romania
L’articolo fa parte di una serie di analisi sulle sfide del banking in questo decennio, realizzate dal dott. Andrei Radulescu, Direttore dell’Analisi Macroeconomica, Banca Transilvania, e pubblicate sul Blog BT.
Le dinamiche macro-finanziarie, gli shock endogeni (la Grande Recessione) ed esogeni (la pandemia da coronavirus), nonché le politiche economiche attuate negli ultimi decenni, hanno determinato modifiche strutturali nel sistema bancario, a livello globale ed europeo.
L’impatto della Grande Recessione è stato severo dal punto di vista del tasso dei crediti deteriorati, con un aumento marcato e persistente su livelli elevati per un periodo prolungato, soprattutto in Romania, con conseguenze sull’attività di erogazione del credito.
Allo stesso tempo, alla luce della regolamentazione introdotta dalle banche centrali dopo l’avvio della crisi economico-finanziaria (la più grave dalla fine della Seconda guerra mondiale), abbiamo assistito a una concentrazione della loro attività sulla componente core del credito, in un contesto contraddistinto da un grado di prudenza elevato e senza precedenti.
Inoltre, l’aumento significativo del debito pubblico e il contesto dominato dalle politiche monetarie non convenzionali adottate dalle banche centrali per contrastare la frammentazione dei mercati finanziari, incluso il rischio per la continuità dell’Unione monetaria europea, hanno contribuito negli ultimi anni a far crescere l’esposizione delle banche verso i titoli di Stato fino a livelli record.
Di fatto, l’incidenza della Grande Recessione ha messo in luce le vulnerabilità della struttura imperfetta dell’Area euro, con i mercati finanziari che in più occasioni hanno scommesso sul fatto che i Paesi si indebitano in una valuta che non controllano.
Tra i fattori che hanno contribuito alla crescita significativa dell’esposizione delle banche verso il debito pubblico si annoverano:
- il profilo di rischio contenuto e l’opportunità di investire in titoli con rendimento, invece di allocazioni in cash (senza interesse);
- l’assenza di alternative d’investimento più redditizie, a parità di rischio;
- la diversificazione della struttura dell’attivo;
- la durata più breve del ciclo economico post-crisi in Europa (dato che la Grande Recessione ha generato una crisi in due ondate) e le sfide legate alla qualità dei portafogli crediti (con impatto sull’offerta di credito);
- le difficoltà delle imprese (con impatto sulla domanda di credito, nonostante costi reali di finanziamento molto bassi).
Di contro, la maggiore esposizione delle banche dell’Area euro verso il debito pubblico potrebbe in futuro determinare effetti sfavorevoli sulla stabilità finanziaria. Ciononostante, rappresentanti della Banca di Francia hanno richiamato l’attenzione sul fatto che l’aumento dell’esposizione delle banche ai titoli di Stato ha contribuito in modo fondamentale ad assorbire gli shock finanziari che la regione ha affrontato (Grande Recessione e pandemia da coronavirus).
La Banca di Francia sottolinea inoltre che il settore bancario dell’Area euro è oggi molto più solido, anche grazie all’attuazione, in diverse dimensioni, del progetto dell’Unione bancaria europea.
Questo articolo si propone proprio di presentare i principali cambiamenti strutturali del sistema bancario dell’Area euro, principale partner economico della Romania, nel corso degli ultimi decenni.
Il sistema bancario romeno ha seguito da vicino l’evoluzione registrata dal sistema bancario dell’Area euro negli ultimi anni.
Si può affermare che l’incidenza degli shock endogeni (Grande Recessione) ed esogeni (pandemia da coronavirus) e le misure di politica economica abbiano contribuito a un aumento della quota dell’esposizione delle banche della regione verso i titoli di Stato e a una riduzione dell’esposizione sul credito al settore privato.
Secondo i dati della Banca centrale europea, tra la fine del 2006 e la fine del primo semestre 2021 la quota dell’esposizione delle banche ai titoli di Stato è aumentata di 8,4 punti percentuali fino al 20,1% (livello record).
D’altro canto, la quota dell’esposizione delle banche sul credito al settore privato si è ridotta di 6,9 punti percentuali tra il 2006 e la fine del primo semestre 2021, al 39,5%, minimo storico.
In questo contesto, si può dire che abbiamo assistito alla frammentazione del forte legame tra le imprese europee e il settore bancario, essendo nota la dipendenza delle imprese europee dal finanziamento bancario sul continente, a differenza degli Stati Uniti, dove le imprese si finanziano prevalentemente tramite il mercato dei capitali.
Quota del credito al settore privato e del credito al settore pubblico sul totale dell’attivo delle banche dell’Area euro
Fonte: BT, su dati della Banca centrale europea
Così, prima che la Grande Recessione colpisse l’economia dell’Area euro, la struttura dell’attivo del settore bancario era dominata dalla componente del credito al settore privato (imprese e famiglie), con il 50% del totale. Inoltre, le attività estere rappresentavano il 26% del totale dell’attivo del settore bancario dell’Area euro nel 2007.
Per contro, l’esposizione delle banche verso il segmento governativo dell’Area euro era solo al 12%, al terzo posto nella classifica delle esposizioni per classe di attivo delle banche della regione.
Struttura dell’attivo del settore bancario dell’Area euro nel 2007
Fonte: Banca centrale europea
Dopo l’esplosione della Grande Recessione in Europa (una crisi in due ondate per l’Area euro, una del debito privato e l’altra del debito pubblico) abbiamo assistito a un aumento dell’esposizione delle banche sul segmento governativo, nel contesto dei vasti programmi varati dalle autorità per contrastare l’impatto della crisi, e a una riduzione della quota del credito al settore privato, dato l’impatto severo della crisi sull’economia reale e il deterioramento della qualità dei portafogli crediti. Così, nel 2012 la quota dell’esposizione delle banche in attività governative era al 13%, mentre la quota di esposizione sui crediti al settore privato era scesa al 42% (dal 50% del 2007), secondo i dati della Banca centrale europea.
Struttura dell’attivo del settore bancario dell’Area euro nel 2012
Fonte: Banca centrale europea
Nel 2019, la quota dell’esposizione delle banche dell’Area euro sul segmento governativo era pari al 16,2%. D’altro canto, la quota dell’esposizione delle banche della regione sul segmento non governativo si attestava al 41% nell’anno che ha preceduto la crisi sanitaria.
In altre parole, nel corso del ciclo economico post-crisi (periodo 2012-2019) la quota dell’esposizione in credito governativo è aumentata dal 13% al 16% del totale attivo delle banche dell’Area euro, come risulta dall’analisi condotta su dati della Banca centrale europea.
Per contro, nello stesso ciclo economico, la quota dell’esposizione in credito al settore privato si è ridotta di appena un punto percentuale, al 41%.
Struttura dell’attivo del settore bancario dell’Area euro nel 2019
Fonte: Banca centrale europea
L’incidenza della pandemia da coronavirus ha determinato il proseguimento della tendenza all’aumento dell’esposizione delle banche verso il segmento governativo, fino al 20,1% nel primo semestre 2021.
Subito dopo l’insorgere della crisi sanitaria più grave dell’ultimo secolo, sono stati varati ampi programmi a livello dell’Unione europea e dalle amministrazioni dei Paesi membri (incluse sovvenzioni e prestiti a condizioni molto favorevoli) per sostenere l’economia reale (imprese e famiglie) durante la pandemia. Si può dire che l’attuazione di questi programmi sia avvenuta a scapito del credito bancario, fortemente regolamentato.
Allo stesso tempo, i programmi governativi introdotti nel contesto della pandemia hanno contribuito al deterioramento della finanza pubblica; il fabbisogno di finanziamento dello Stato è stato coperto anche tramite il sistema bancario, con le banche molto interessate a impiegare l’eccedenza di liquidità in condizioni di basso rischio.
D’altro canto, l’esposizione delle banche sul credito al settore privato (in % del totale attivo) è scesa al 39,5%, minimo storico, come evidenziato nel grafico seguente.
Struttura dell’attivo del settore bancario dell’Area euro nel primo semestre 2021
Fonte: Banca centrale europea
Questa serie comprende anche gli articoli:
- Cambio di paradigma nella politica monetaria
- Eccesso di liquidità in accumulo nel settore bancario
- Evoluzioni strutturali nel settore bancario in Romania dopo la Grande crisi finanziaria
- Prospettive per il settore bancario