Daniela Secară, BT Capital Partners: L’errore più costoso negli investimenti non è lasciarsi sfuggire un’opportunità, bensì prendere decisioni dettate dalle emozioni
Daniela Secară, CEO di BT Capital Partners, ha rilasciato un’intervista alla testata Financial Intelligence, nell’ambito del progetto editoriale “Educazione finanziaria – il miglior investimento su te stesso”, realizzato insieme a Banca Transilvania.
La serie di interviste dedicata all’educazione finanziaria riunisce rappresentanti del sistema finanziario, del mercato dei capitali, delle autorità e sportivi di alto livello, che condividono prospettive sul ruolo della responsabilità, della disciplina e della pianificazione di lungo periodo nel raggiungimento del successo finanziario e della performance nella vita. Nell’ambito di questa serie, ha rilasciato un’intervista anche Ömer Tetik, Direttore Generale di Banca Transilvania.
L’intervista rilasciata da Daniela Secară può essere letta integralmente qui di seguito.
Il numero degli investitori individuali alla Borsa di Bucarest è aumentato in modo significativo negli ultimi anni. Cosa ha determinato questa evoluzione e quanto è sostenibile?
L’aumento del numero di investitori individuali alla Borsa di Bucarest (BVB) è una delle evoluzioni più importanti del mercato dei capitali rumeno negli ultimi anni. Se qualche anno fa parlavamo di una comunità relativamente ristretta di investitori, oggi vediamo che è arrivata a 325.000 investitori.
Questa dinamica è sostenuta da più fattori: l’accesso più semplice agli investimenti grazie alla digitalizzazione, le principali quotazioni sul mercato locale, le emissioni di titoli di Stato Fidelis; tutti elementi che hanno attirato nuovi investitori. La crescita è sostenibile finché è accompagnata da educazione finanziaria, trasparenza e soluzioni di investimento accessibili.
Oltre al numero di conti aperti, nel lungo periodo il successo si misurerà dalla capacità degli investitori di restare attivi, di investire con costanza e di usare il mercato dei capitali come strumento per costruire benessere personale e per finanziare l’economia.
Come è cambiato il profilo dell’investitore rumeno negli ultimi anni?
Come mostra anche il numero di investitori alla Borsa di Bucarest, il mercato ha attratto un pubblico sempre più ampio. Più che cambiare, il profilo si è diversificato: sono entrati investitori orientati al lungo periodo e persone giovani — più propense ad assumersi alcuni rischi attraverso strumenti come le azioni. È diventato evidente che l’interesse per gli investimenti è cresciuto, l’esperienza si è arricchita grazie alla tecnologia, i costi si sono ridotti e una comunità eterogenea sta maturando e ampliandosi.
Quali sono le domande o i timori più frequenti di chi desidera iniziare a investire in Borsa?
Con quale somma posso iniziare, esiste il rischio di perdere i soldi, come scelgo l’investimento giusto, è il momento adatto per investire adesso? Queste sono di solito le domande e riflettono preoccupazioni naturali, perché qualsiasi investimento comporta un certo grado di incertezza.
Molti rumeni ritengono che investire in Borsa sia complicato o richieda somme molto elevate. Come si può contrastare questa percezione?
È un mito smentito ogni giorno. La realtà è che oggi l’accesso ai mercati finanziari è più semplice che mai e si può iniziare a investire con somme contenute. La percezione di complessità può essere contrastata con l’educazione finanziaria e con esempi concreti. Inoltre, la tecnologia ha ridotto in modo significativo le barriere all’ingresso: le app offrono accesso rapido a informazioni, strumenti di investimento e soluzioni diversificate. I piani di accumulo (investimenti ricorrenti) aiutano a non versare una somma rilevante all’inizio e beneficiano del tempo e della capitalizzazione. Quanto più crescono l’accesso all’informazione e l’educazione finanziaria, tanto più questa percezione continuerà a cambiare.
Negli ultimi anni vediamo un cambiamento positivo: sempre più persone comprendono che investire non è un privilegio di pochi, ma una componente naturale di una pianificazione responsabile.
Quali sono gli errori più frequenti dei neofiti e quali raccomandazioni darebbe per evitarli?
L’errore più comune è considerare gli investimenti come un modo per ottenere guadagni rapidi. Gli investimenti di successo si costruiscono nel tempo, con disciplina, pazienza e decisioni basate sull’analisi, non sulle emozioni. Un altro errore è la concentrazione eccessiva su una sola società, su un unico settore o su un’opportunità “di moda” in un dato momento. La diversificazione resta uno dei metodi più efficaci per gestire il rischio e proteggere il capitale nel lungo periodo. Inoltre, i piani di accumulo sono una strategia efficace per la maggior parte degli investitori individuali.
Direi a chi è agli inizi che non deve cercare il prossimo investimento “spettacolare”, ma costruire nel tempo; e che l’errore più costoso negli investimenti non è perdere un’opportunità, bensì prendere decisioni sotto l’influenza delle emozioni.
Negli ultimi anni gli investitori hanno avuto accesso a numerose quotazioni ed emissioni obbligazionarie. Come valutate l’interesse degli investitori individuali per queste opportunità?
I rendimenti offerti da tali strumenti finanziari sono ciò che attira in particolare gli investitori, ma anche il fatto che desiderano far parte delle storie di crescita delle aziende rumene.
Quanto è importante la diversificazione del portafoglio per un investitore individuale e come dovrebbe essere impostata in base al profilo di rischio?
La diversificazione è una delle regole più importanti negli investimenti. Neppure gli investitori più esperti possono prevedere sempre quale sarà la società o il settore più performante. L’approccio va adattato al profilo di rischio di ciascun investitore. Per i più conservatori, il portafoglio può includere strumenti a reddito fisso, come titoli di Stato o obbligazioni. Chi ha un profilo moderato può combinare questi strumenti con azioni e fondi diversificati, mentre gli investitori dinamici possono attribuire un peso maggiore alle azioni, accettando una volatilità più elevata in cambio di un potenziale rendimento superiore.
Per gli investitori individuali, i fondi comuni d’investimento e gli ETF sono soluzioni efficienti di diversificazione, perché offrono accesso semplice a un numero elevato di società e settori attraverso un unico strumento. Il successo negli investimenti dipende dalla costruzione di un portafoglio equilibrato, allineato con gli obiettivi personali. In realtà, diversificare non significa avere “più investimenti”, ma esposizioni a settori, società, mercati e classi di attivi differenti. In questo modo si riduce il rischio specifico del singolo investimento e il portafoglio risulta più resiliente nelle fasi di volatilità.
Come dovrebbero reagire gli investitori in periodi di forte volatilità? Quali errori riscontra più spesso in tali momenti?
La volatilità fa parte del normale funzionamento dei mercati finanziari. I rendimenti non si costruiscono nelle fasi di comfort, ma nella capacità degli investitori di attraversare periodi di incertezza senza abbandonare la propria strategia. Le oscillazioni di breve periodo possono risultare scomode, ma per gli investitori orientati a obiettivi di lungo termine sono spesso fasi normali del ciclo di mercato.
Molte volte gli errori più costosi non derivano dalla mancanza di informazioni, ma da decisioni prese proprio nei periodi di volatilità. Molti investitori comprano quando l’ottimismo è alto e vendono quando la paura domina il mercato. Un altro errore è concentrarsi esclusivamente sulle notizie quotidiane. I mercati spesso anticipano, integrano e reagiscono a eventi economici, politici e geopolitici; tuttavia, il valore di una società è dato dalla capacità di generare risultati nel lungo periodo. E gli investitori che seguono solo le oscillazioni giornaliere rischiano di perdere di vista il quadro d’insieme.
I periodi di volatilità mettono alla prova la diversificazione. Un portafoglio costruito in modo equilibrato e coerente con il profilo di rischio dell’investitore offre una protezione migliore dagli shock e riduce la tentazione di decisioni impulsive. Paradossalmente, la volatilità genera anche opportunità. Per chi dispone di liquidità, pazienza e una prospettiva di lungo termine, le fasi di correzione possono creare punti di ingresso su società solide.
Che ruolo gioca l’educazione finanziaria nel successo degli investimenti? È sufficiente l’accesso all’informazione o serve anche una consulenza specializzata?
L’educazione finanziaria è oggi uno dei fattori più importanti del successo negli investimenti. L’accesso all’informazione è più semplice che mai, ma l’informazione, di per sé, non garantisce buone decisioni. La differenza tra un investitore che reagisce al “rumore” del mercato e uno che costruisce valore nel lungo periodo è la capacità di comprendere, interpretare e usare le informazioni in modo responsabile. Un investitore con una buona educazione finanziaria capisce che la performance non deriva dal tentativo di anticipare ogni movimento del mercato, ma da coerenza, diversificazione e pazienza.
Ritengo che educazione finanziaria e consulenza specializzata non siano alternative, bensì complementari. L’educazione fornisce le basi necessarie per comprendere rischi e opportunità, mentre la consulenza professionale aiuta l’investitore a tradurre tali conoscenze in una strategia adatta ai propri piani, al profilo di rischio e all’orizzonte temporale. Come l’accesso a informazioni mediche non sostituisce il medico, così l’accesso a informazioni finanziarie non sostituisce l’expertise di un consulente o di un broker. Il ruolo dello specialista è portare prospettiva, disciplina e obiettività proprio quando le emozioni possono influenzare fortemente le decisioni.
Come valutate il livello di informazione degli investitori individuali in Romania rispetto ad altri mercati della regione?
Il livello di informazione tra gli investitori è cresciuto significativamente negli ultimi anni. Vediamo un interesse sempre maggiore per gli investimenti, una partecipazione in aumento al mercato dei capitali e una maggiore apertura verso strumenti che in passato erano utilizzati da un numero ristretto di persone. Naturalmente c’è un potenziale di sviluppo sia in termini di conoscenze finanziarie, sia di esperienza negli investimenti.
Nei mercati più maturi dell’Europa Centrale e Orientale, gli investitori hanno beneficiato di una tradizione più lunga negli investimenti e di una presenza più forte dell’educazione finanziaria nello spazio pubblico. La Romania sta recuperando rapidamente questo divario, come osserviamo, sostenuta dalla digitalizzazione, dall’accesso agevole alle informazioni e dai risultati sempre migliori delle società quotate.
Apprezziamo il fatto che gli investitori rumeni siano sempre più interessati a comprendere i meccanismi del mercato e a prendere decisioni fondate, non limitandosi a inseguire rendimenti di breve periodo. La Romania non ha un problema di accesso all’informazione, ma l’opportunità di trasformare l’informazione in cultura dell’investimento: questo è il prossimo passo che può accelerare lo sviluppo del mercato locale dei capitali e la crescita del numero di investitori.
La digitalizzazione ha reso gli investimenti più accessibili che mai. In che modo la tecnologia ha cambiato la relazione tra broker e investitori?
La digitalizzazione ha portato un cambio di paradigma, aprendo l’accesso agli investimenti in modo senza precedenti. Oggi un investitore può aprire un conto, analizzare i mercati ed eseguire operazioni in pochi minuti, direttamente dal telefono. Questo ha avvicinato il mercato dei capitali a un numero sempre maggiore di rumeni.
La tecnologia ha trasformato anche il ruolo del broker. Se in passato era soprattutto un intermediario di negoziazione, oggi è sempre più un partner di consulenza e di educazione finanziaria. Il valore nasce dall’interpretazione delle informazioni e dalla loro traduzione in una strategia coerente. Al tempo stesso, la tecnologia ha cambiato le aspettative degli investitori, che chiedono maggiore trasparenza, accesso in tempo reale ai dati, strumenti digitali molto intuitivi e comunicazioni rapide. I broker che riescono a combinare i vantaggi della tecnologia con l’expertise umana sono quelli che creano più valore per i clienti.
L’intelligenza artificiale è sempre più utilizzata nell’analisi finanziaria e nel processo di investimento. Che impatto può avere sugli investitori individuali?
L’intelligenza artificiale ha il potenziale per diventare una delle trasformazioni più importanti nell’area degli investimenti degli ultimi decenni. Per gli investitori individuali, il beneficio principale è la capacità di accedere e processare volumi molto grandi di informazioni in tempi estremamente rapidi, il che può contribuire a decisioni più solide.
Vediamo già applicazioni che utilizzano l’IA per analizzare bilanci e report finanziari, monitorare le notizie con impatto sui mercati, identificare tendenze e personalizzare le informazioni rilevanti per gli investitori. Ciò democratizza l’accesso a strumenti che, fino a poco tempo fa, erano disponibili quasi esclusivamente agli investitori istituzionali. Tuttavia, come nella vita quotidiana, è importante considerare l’intelligenza artificiale come un aiuto, non come un sostituto del giudizio umano. L’IA è in grado di analizzare dati e identificare pattern, ma non può sostituire l’esperienza, la comprensione del contesto economico o la capacità di valutare fattori non sempre misurabili.
Esiste anche un rischio: man mano che l’informazione è sempre più accessibile e le risposte vengono generate istantaneamente, le persone possono avere l’impressione che investire sia molto semplice, privo di incertezze. In realtà, il successo di lungo periodo continua a dipendere dalla disciplina, dalla gestione del rischio e dalla capacità di rimanere coerenti con una strategia, a prescindere dalle oscillazioni del mercato. L’intelligenza artificiale aiuterà gli investitori a essere meglio informati, ma le decisioni davvero importanti continueranno a richiedere discernimento, esperienza e una prospettiva strategica sul mercato.
Quali settori dell’economia rumena offrono, a vostro avviso, le opportunità più interessanti per gli investitori di lungo periodo?
Ci sono opportunità interessanti in diversi settori in cui vediamo tendenze strutturali solide: crescita dei consumi, digitalizzazione dell’economia, sviluppo delle infrastrutture e transizione energetica. I più interessanti sono quelli all’intersezione tra i bisogni dell’economia e la capacità delle imprese di creare valore in modo sostenibile. Citerei il settore finanziario, l’energia, la tecnologia. Le analisi e l’esperienza ci mostrano che la performance non deriva dall’individuazione di un solo settore vincente, ma dalla capacità di costruire un portafoglio diversificato, composto da società solide, con modelli di business resilienti e una governance sana.
Come valutate l’interesse degli investitori individuali per i dividendi rispetto agli investimenti orientati alla crescita del valore delle società?
Gli investitori individuali in Romania sono stati tradizionalmente molto attenti alle società che offrono dividendi attraenti e prevedibili. È un approccio naturale in un mercato ancora in fase di maturazione, dove molti investitori apprezzano la visibilità e la tangibilità di un reddito ricorrente generato dai propri investimenti. Il mercato dei capitali locale si è distinto negli ultimi anni proprio per la presenza di società con politiche solide di distribuzione dei dividendi.
Osserviamo anche un cambiamento di prospettiva tra la nuova generazione di investitori. Con l’aumentare dell’educazione finanziaria e l’accesso sempre più semplice all’informazione, molti investitori comprendono che il rendimento totale di un investimento è dato sia dai dividendi sia dall’apprezzamento del valore della società nel tempo.
Per questo non credo si tratti di scegliere tra dividendi e crescita, ma di trovare un equilibrio tra i due. Le società performanti generano valore nel lungo periodo proprio grazie alla capacità di allocare il capitale in modo efficiente: ricompensare gli azionisti quando è opportuno, ma anche reinvestire per sostenere lo sviluppo futuro.
Per gli investitori di lungo periodo, la domanda più importante non è — o non dovrebbe essere — quanto dividendo offre una società quest’anno, ma se ha la capacità di creare più valore nel tempo. Un’azienda che reinveste in modo intelligente e rafforza la propria posizione sul mercato può generare rendimenti superiori anche in assenza di dividendi.
Man mano che il mercato rumeno si sviluppa, mi aspetto di vedere un’evoluzione simile a quella dei mercati maturi, dove gli investitori analizzano sempre più la qualità del modello di business, i vantaggi competitivi e il potenziale di crescita, non solo il dividend yield.