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Daniela Secară, BT Capital Partners: La quotazione in Borsa non è più un'opzione per le aziende che ambiscono a una posizione di leadership nell'economia

#BTVOCE
28 novembre 2025
TEMPO DI LETTURA: 4 MINUTI
Daniela Secară, BT Capital Partners: La quotazione in Borsa non è più un'opzione per le aziende che ambiscono a una posizione di leadership nell'economia

Daniela Secară, CEO di BT Capital Partners, ha rilasciato dichiarazioni a Ziarul Financiar, sottolineando il ruolo essenziale del mercato dei capitali nello sviluppo delle imprese e dell’economia.

Contesto:

OMV Petrom, Hidroelectrica, UiPath, Romgaz e Banca Transilvania occupano le prime posizioni nell’edizione 2025 del Top ZF 100 delle aziende più preziose della Romania. Per la prima volta negli ultimi 20 anni, tutte e cinque le società al vertice della classifica sono quotate in Borsa.

Cosa ci dice il fatto che le cinque aziende più preziose della Romania siano tutte quotate in Borsa?

  • Il fatto che, per la prima volta in 20 anni, le prime 5 società della classifica siano quotate segna la maturazione del nostro mercato dei capitali e manda un messaggio forte: la quotazione non è più opzionale per le aziende che aspirano alla leadership nell’economia.

  • Accesso ai capitali, trasparenza e governance societaria diventano criteri determinanti per la performance al vertice e si accompagnano a un mercato che cresce rapidamente sia sotto il profilo quantitativo (numero di investitori e somme investite), sia sotto il profilo qualitativo (educazione finanziaria degli investitori).

  • La valutazione ai prezzi di mercato, tramite la capitalizzazione di mercato, non riflette solo i risultati contabili e, in un mercato perfettamente efficiente (che però non esiste), rappresenta anche il modo migliore per misurare le prospettive future di una società alla luce delle aspettative sulla sostenibilità del suo modello di business, sulla disciplina del capitale e sui vantaggi competitivi.

Come ci siamo arrivati?

  • L’economia rumena ha attraversato più cicli distinti. Il periodo 2006-2008 è stato un boom sostenuto dal credito, dalla convergenza economica e dall’adesione alla NATO e all’UE, ma il mercato dei capitali era relativamente piccolo e i leader nei settori energia, telecomunicazioni e bancario erano per lo più non quotati.

  • Dopo la crisi economica, nel periodo 2012-2019 la Romania è entrata in una fase di crescita stabile, in cui le società quotate dell’energia e del settore bancario hanno guadagnato trazione.

  • Nel 2020-2022 la pandemia ha accelerato la digitalizzazione e ha portato in primo piano le aziende capaci di scalare rapidamente, in particolare quelle tecnologiche; alcune di queste sono arrivate in Borsa in quel periodo, sia sul mercato locale sia su quello internazionale. Un esempio è UiPath, che entra in classifica nel 2019 con una valutazione di 6,3 miliardi di euro e raggiunge nel 2020 la valutazione, senza precedenti, di 10,5 miliardi di euro.

  • La quotazione di Hidroelectrica, nel 2023, è stata un catalizzatore decisivo: ha consolidato il “peso” delle società quotate in classifica e ha consacrato la Borsa come meccanismo principale di valutazione e finanziamento dei campioni dell’economia. Inoltre, le quotazioni di grande dimensione offrono anche un punto di riferimento: il successo di IPO di ampia portata incoraggia altre aziende a seguire la stessa strada, amplia l’universo investibile e aumenta la resilienza del sistema finanziario grazie alla diversificazione delle fonti di finanziamento.

Perché contano le quotazioni?

  • Le quotazioni svolgono tre ruoli essenziali nello sviluppo dell’economia. Il primo è l’accesso al capitale: le aziende possono finanziare progetti di grande portata senza fare affidamento esclusivamente sull’indebitamento, ottimizzando la redditività degli investimenti che possono conseguire.

  • Il secondo è la trasparenza: reporting periodico, una governance societaria più robusta, il dialogo con gli investitori e l’adozione di standard ESG aumentano la fiducia e la disciplina interna, con effetti visibili in multipli più elevati e valutazioni più solide.

  • Il terzo è la liquidità e la visibilità internazionale: la presenza negli indici e la copertura da parte degli analisti favoriscono i flussi di capitale estero, riducono la volatilità e ancorano le società a un ecosistema globale, o quantomeno regionale. In pratica, ciò si traduce in multipli di mercato più elevati per i leader quotati, che trascinano verso l’alto la classifica e alzano la barriera all’ingresso per le società non quotate.

  • La soglia per la decima posizione è salita da circa 1,2 miliardi di euro nel 2006 a oltre 3 miliardi di euro nel 2025. Questa barriera più elevata è il risultato della crescita dell’economia, ma è alimentata anche dai vantaggi delle società quotate menzionati in precedenza e dagli standard di performance da esse fissati. Man mano che questi riferimenti diventano la norma, le società non quotate faticano a raggiungere valutazioni analoghe senza i benefici offerti dal mercato dei capitali.
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