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Vlad Pintilie, BT Capital Partners: Quest’anno abbiamo intermediato operazioni per circa 2 miliardi di euro in emissioni obbligazionarie corporate

#BTVOCE
19 dicembre 2025
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Vlad Pintilie, BT Capital Partners: Quest’anno abbiamo intermediato operazioni per circa 2 miliardi di euro in emissioni obbligazionarie corporate

Vlad Pintilie, vicedirettore generale, area Trading, di BT Capital Partners, ha partecipato al MÎRȘANU DEALMAKERS SUMMIT 2025, dove ha parlato delle tendenze recenti del mercato dei capitali e ha offerto una prospettiva sulle attese per il 2026:

  • È un trend emerso 2–3 anni fa: le emissioni ricorrenti di obbligazioni, soprattutto da due categorie di emittenti – innanzitutto le istituzioni finanziarie, per esigenze di patrimonializzazione ai sensi della normativa MREL, e, dall’altro lato, le società pubbliche del settore energetico con progetti da finanziare, che hanno fatto ricorso a questi strumenti come alternativa ad aumenti di capitale o a prestiti bancari.

  • Dal nostro punto di vista, i volumi sono aumentati; quest’anno siamo stati coinvolti in operazioni per circa 2 miliardi di euro. È un progresso rispetto all’anno precedente e non paragonabile agli anni prima, quando il mercato delle obbligazioni corporate era per lo più orientato a emissioni di piccola taglia, in particolare sul segmento Aero.

  • Molti forse si stupiscono del fatto che, all’improvviso, dalla Romania negli ultimi anni siano arrivate emissioni obbligazionarie per miliardi di euro; è chiaro che ciò non sarebbe possibile senza un apporto significativo di investitori istituzionali esteri, anche perché la maggior parte delle emissioni è riservata agli investitori istituzionali. Ma questo fatto indica che nessuno di questi investitori impiegherebbe capitali se ritenesse che i prezzi delle obbligazioni siano destinati a scendere.

  • La maggioranza ritiene che si tratti di un buon investimento di lungo periodo e probabilmente terrà i titoli fino alla scadenza, sebbene sul mercato secondario si registrino volumi significativi. È a questo che si riferisce la fiducia di cui parliamo. Con ogni probabilità, quando torneranno a emettere, gli emittenti si finanzieranno a rendimenti più bassi, il che renderà il primo investimento tanto più redditizio e, al contempo, benefico per il sostegno al mercato dei capitali locale e alle società interessate.

  • Alcuni aspetti estremamente importanti riguardano proprio questa ricorrenza e un trend che si delinea come un esercizio che possiamo attenderci ogni anno. Da un lato, gli emittenti sono interessati a costruire una curva dei rendimenti e delle scadenze e, in quest’ottica, emettono su scadenze diverse o, in certi casi, in valute differenti. I punti di riferimento restano i titoli di Stato e le società comparabili che hanno emesso nello stesso periodo; qui abbiamo visto che le turbolenze macroeconomiche e politiche della prima metà dell’anno si sono fatte sentire e, allo stesso tempo, restiamo estremamente attraenti come Paese che offre emittenti con rendimenti superiori alla media dell’Europa centro-orientale.

  • Quanto agli importi, naturalmente sono vincolati ai piani di sviluppo, tanto per le società pubbliche quanto per quelle private, e ai requisiti regolamentari o di patrimonializzazione.

  • Un ultimo progetto che desidero menzionare è quello di Banca Transilvania, attraverso il quale abbiamo visto anche una diversificazione della tipologia di strumenti emessi dalle entità finanziarie, ossia strumenti Additional Tier 1 (AT1) – un nuovo tipo di strumento a reddito fisso emesso da un emittente rumeno – che ha suscitato un grandissimo interesse da parte degli investitori istituzionali, in prevalenza esteri.

Che tipo di operazioni sono attese sul mercato dei capitali locale nel 2026

  • Continuiamo a vedere nel mercato un’ottima finestra per questo genere di operazioni, siano esse obbligazionarie o azionarie.

  • Ci aspettiamo che lo Stato porti alcune operazioni sul mercato dei capitali. Dal punto di vista delle società imprenditoriali o private, ci sono emittenti che guardano con grande attenzione al mercato rumeno; oltre, naturalmente, al capitale presente sul mercato locale e alla sua capacità di assorbire operazioni di questo tipo, gli elementi di attrattiva sono le esigenze di espansione, di finanziamento alternativo e di diversificazione del passivo.

  • In quest’ottica riteniamo che il mercato sarà effervescente anche l’anno prossimo; vogliamo portare sul mercato anche nuovi emittenti: è stata una delle caratteristiche di quest’anno, in cui sono arrivati alcuni nomi nuovi, non solo operazioni ricorrenti. Ci attendiamo già che gli emittenti presenti sul mercato da 1–2 anni proseguano anche l’anno prossimo, fermo restando che serve sempre una sincronizzazione adeguata sotto tutti i profili.

  • Ritengo che il periodo che abbiamo attraversato nell’ultimo semestre sia stato un timing eccellente da questo punto di vista: il mercato azionario è stato molto favorevole, tenendo conto che attorno a noi si verificano eventi che possono generare maggiore volatilità o incertezza per il periodo successivo.

  • Da questo punto di vista, siamo in una fase in cui le valutazioni sull’azionario sono ai massimi storici, mentre i rendimenti degli strumenti a reddito fisso, pur relativamente elevati rispetto alla regione, sono comparabili con ciò che un investitore può ragionevolmente attendersi come rendimento potenziale su un orizzonte di 5–6 anni. Li consideriamo elementi favorevoli per l’ambiente d’investimento e per la decisione degli emittenti di venire sul mercato in questo periodo.

Emissioni obbligazionarie in formato ESG

  • Per quanto abbiamo visto, c’è una forte tendenza ad accedere a questa tipologia di finanziamento rispetto alle obbligazioni classiche, tradizionali, spinta soprattutto dalla domanda di mercato. Esiste un piccolo vantaggio per questa forma di finanziamento legato all’allocazione di fondi specifici per green bond o per forme di finanza sostenibile; inoltre, è molto difficile emettere uno strumento verde senza essere preparati: occorrono una governance adeguata, un progetto più strutturato, un obiettivo.

  • Si correla molto bene con la struttura dei programmi EMTN che abbiamo promosso nell’attività di consulenza ai nostri clienti – un programma di più lungo periodo, non una singola emissione.

  • A livello globale, non mi sembra che il focus sia più necessariamente sulla sostenibilità. Allo stesso tempo, è molto complicato abbandonare questa strada una volta intrapresa.

  • Non tanto per il lavoro già svolto o per i progetti, quanto perché si è già apposta un’etichetta sul tipo di emittente che si desidera essere, assumendo obiettivi che devono essere raggiunti. Dato che i programmi sono già stabiliti sul mercato, sono convinto che anche le prossime emissioni – in larga misura – rientreranno nella stessa categoria.
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