Studio: la vocazione dei romeni sotto la lente
In occasione del lancio del progetto ADN Vocațional da parte del team Mind Architect sono stati presentati i risultati dello studio La vocazione dei romeni, sotto la lente, con l’obiettivo di identificare/analizzare l’atteggiamento della popolazione nei confronti della carriera e il grado di allineamento tra personalità e lavoro, in base alle diverse fasce d’età.
Il lancio del progetto, sostenuto da Banca Transilvania, e la presentazione dei risultati dello studio si sono svolti nel giugno 2025, a Bucarest, presso Stup.
La piattaforma ADN Vocațional offre un quadro applicabile all’orientamento vocazionale, basato sul modello TPVM-P: talenti, passioni, valori, motivazioni e tratti di personalità.
Conclusioni dello studio:
Quasi la metà dei romeni, di tutte le età, non è soddisfatta del lavoro che svolge, poiché ritiene che non rispecchi valori, passioni e talenti. Inoltre si confrontano con diverse paure, dalla difficoltà di trovare un datore di lavoro adatto e una retribuzione equa, fino alla sensazione di stagnazione o burnout.
- Persone tra 18 e 21 anni: Il 61% ritiene di non essere consapevole delle proprie abilità/di esserlo molto poco, mentre il 26% non sa quale mestiere sceglierà
- Il 78% ritiene di aver bisogno di orientamento (percentuale leggermente superiore rispetto alla fascia 16 – 18 anni, dove era del 75%);
- Il 61% ritiene di non essere consapevole delle proprie abilità/lo è in misura ridotta;
- Il 26% non sa quale mestiere sceglierà; il 29% vuole diventare imprenditore, mentre il 27% desidera lavorare in grandi aziende;
- Cosa li motiva nella ricerca di un lavoro: esplorare le proprie passioni e acquisire competenze utili in futuro;
- Persone tra 22 e 27 anni: Meno della metà è soddisfatta del lavoro attuale e, nelle aziende, vorrebbe aumenti salariali, investimenti nella formazione e più assunzioni
- Il 76% lavora in un ambito simile a quello degli studi svolti;
- Cosa cambierebbero nel lavoro attuale: aumenti salariali, investimenti nella formazione, più persone in organico;
- Aspirazioni: desiderano imparare, crescere e seguire percorsi di formazione (simile alla fascia d’età precedente);
- Persone tra 28 e 35 anni: Il 19% ha dichiarato di non sapere se è retribuito in modo equo rispetto all’esperienza e al numero di ore lavorate. Di questi, il 63% desidera aumenti salariali
- Il 19% ha dichiarato di non sapere se è retribuito in modo equo rispetto all’esperienza e al numero di ore lavorate, ma tra questi, il 63% desidera aumenti salariali;
- Il 65% lavora in un ambito in linea o affine al percorso di studi;
- Il bisogno di cambiamento è marcato in questa fascia.
- Persone tra 35 e 43 anni: Il 70% lavora in un ambito in una certa misura allineato alla specializzazione conseguita
- Il 70% lavora in un ambito in una certa misura allineato alla specializzazione conseguita;
- La percentuale di imprenditori è doppia rispetto agli intervistati che fanno parte della fascia 36 – 43 anni;
- Una gestione carente è tra i principali motivi per cambiare lavoro.
- Per questa generazione, il rapporto valori – passioni – talenti vs. lavoro non differisce in modo sostanziale dalla generazione precedente. Circa l’8% in meno rispetto alla generazione precedente considera il lavoro molto importante nell’attuale fase della vita, a indicare un cambiamento delle priorità, con una maggiore centralità della famiglia.
- Persone tra 44 e 50 anni: È in aumento il cambiamento delle priorità rispetto alla carriera
- Il 74% lavora in un ambito in linea o affine al percorso di studi;
- La maggior parte sceglie di restare nel lavoro attuale e ottenere una promozione, oppure di rimanere nella posizione attuale.
- Per le persone di queste età, la tendenza a rivedere le priorità rispetto alla carriera è in aumento (+4% rispetto alla fascia precedente).
- Persone di 50+ anni: Non emergono differenze rilevanti rispetto alla fascia precedente. La novità è un (moderato) aumento del grado di allineamento tra valori, passioni e talenti.
La ricerca è stata realizzata nel periodo 1 ottobre 2024 – 30 aprile 2025, su un campione di quasi 2.000 persone, di età compresa tra 16 e oltre i 50 anni.