"È finita l'epoca delle spese non essenziali" Luminita Runcan, Vicedirettore Generale, Rischi
Luminita Runcan, Direttore Generale Aggiunto Rischi, BT, spiega in un intervista concessa a BankingNews perché non bisognerebbe assumersi rischi finanziari superiori a quanto ci si può permettere e perché è sempre bene tenere d’occhio il proprio grado di indebitamento quando si parla di costi di finanziamento. Di seguito l’intervista integrale. Buona lettura! 😊
1. Come si sono evoluti, durante la pandemia, i rischi che concorrono alla formazione dei costi di finanziamento in Romania e quale impatto ha avuto la crisi sanitaria sul prezzo effettivo dei nuovi prestiti?
Poiché la pandemia da COVID-19 non ha precedenti, la reazione dei mercati in merito ai costi di finanziamento è stata diversa rispetto ad altre situazioni di crisi: la definirei atipica. Tutte le banche centrali e i governi hanno collaborato con l’obiettivo di mitigare un possibile rischio di liquidità sui mercati finanziari, che avrebbe potuto amplificare gli effetti negativi del lockdown. In queste condizioni, i costi di finanziamento sono rimasti su livelli bassi, anzi si sono ridotti. Secondo le stime degli analisti e persino delle autorità di vigilanza europee, i tassi d’interesse resteranno bassi ancora per 1-2 anni. Inoltre, anche le agenzie di rating hanno riconosciuto ai debitori la necessità di tempo aggiuntivo per ricalibrare i piani per il futuro; abbiamo visto, per esempio, rinvii delle azioni di revisione dei rating sovrani.
2. Come si prospetta il 2021 dal punto di vista dei rischi e come evolveranno il credito e i costi di finanziamento, a livello di banca e di mercato, tenendo conto delle incertezze generate da COVID-19?
Vediamo già segnali di ritorno della domanda di credito da parte di alcune categorie di clienti, il che è un segnale positivo: significa che le persone hanno progetti, e i progetti significano fiducia e ottimismo. Continuiamo a prestare attenzione a calibrare correttamente il finanziamento in funzione del reddito della persona che si rivolge a BT per un prestito e, inoltre, a strutturare in modo adeguato i finanziamenti alle imprese in termini di tipologie di prodotto che offriamo. I costi di finanziamento rimarranno bassi nel prossimo periodo; proprio per questo siamo prudenti riguardo al grado di indebitamento dei clienti, per evitare situazioni di sovraindebitamento qualora i tassi dovessero salire.
3. Quanto sono consapevoli i romeni dei rischi connessi a un finanziamento e quale ruolo gioca l’educazione finanziaria in questo ambito?
Purtroppo, credo ancora troppo poco. Il credito resta un’opzione allettante e, sotto il profilo dei costi, sempre più appetibile. Qui entra in gioco l’educazione finanziaria: invece che indirizzare prioritariamente tali risorse, come il credito e i risparmi, verso investimenti redditizi e poco volatili, troppo spesso finiscono per sostenere esigenze meno essenziali, talvolta persino capricci del momento.
4. Se dovesse scegliere un pilastro di sviluppo per l’economia rumena, su cosa punterebbe, soprattutto ora che la pandemia ridefinisce lo stile di vita a cui eravamo abituati fino a marzo 2020?
Gli investimenti produttivi, nello sviluppo, nell’ammodernamento tecnologico e, soprattutto, nell’adeguamento dei processi alla nuova realtà potrebbero costituire un pilastro di crescita. Un ruolo di primo piano potrebbero averlo gli investimenti in infrastrutture, ambito in cui purtroppo siamo ancora carenti. Non da ultimo, sebbene ci si possa attendere che i settori difensivi continuino a rappresentare un importante motore dell’economia, non sarebbe da escludere qualche “sorpresa” da parte di segmenti che, a prima vista, sembrano profondamente colpiti dal contesto pandemico: trasporto stradale di merci o persino turismo/leisure. Tutto dipende però da quanto saranno coraggiose le misure che siamo disposti ad adottare, naturalmente in modo controllato.
5. Quali sono i principali indicatori che i romeni dovrebbero monitorare perché possono incidere in modo significativo sul bilancio di una famiglia e quali sono i limiti entro i quali si può parlare di normalità nell’andamento di questi indicatori?
Ritengo che il grado di indebitamento resti un elemento estremamente importante, che ogni persona deve controllare con attenzione. Penso che sia passata l’epoca degli investimenti e delle spese non essenziali, il cosiddetto “consumer discretionary”, e che l’attenzione di ciascuno dovrebbe concentrarsi non tanto sul semplice risparmio, quanto su un impiego oculato e profittevole dei risparmi e dei finanziamenti.
6. La pandemia ci ha mostrato che siamo esposti a rischi che non possiamo anticipare. Quali consigli ha per le persone per mantenere una vita finanziaria sana e a quali rischi dovrebbero rapportare i propri bilanci per far fronte in futuro all’imprevisto?
Se dovessi dare un consiglio, sarebbe questo: non rischiate più di quanto potete permettervi.