La convergenza economica europea è accelerata nel 2016
Nel 2016 l'economia dell'area dell'euro ha dimostrato resilienza agli shock populisti (il voto pro-Brexit, la bocciatura delle riforme in Italia) e agli attentati terroristici, nonché alle sfide che interessano il settore bancario.
Si può dire che il processo di rilancio economico si è consolidato nella regione quest'anno, un'evoluzione determinata dal mix di politiche economiche, nell'ambito della Nuova Governance Economica Europea, caratterizzato da:
- l'intensificazione delle misure di allentamento monetario da parte della Banca Centrale Europea, che ha portato i costi di finanziamento a minimi storici, con implicazioni positive per gli investimenti delle imprese e per i consumi delle famiglie;
- il proseguimento delle misure di aggiustamento dei conti pubblici (il peso del disavanzo sul PIL si è ridotto fino al minimo dal 2007), con un impatto positivo sulla fiducia del settore privato (che si è attestata al massimo dal 2011).
Gli elementi sopra citati hanno inoltre contribuito, nel corso di quest'anno, a una maggiore convergenza dei cicli economici tra i Paesi membri dell'area dell'euro.
Sempre nel 2016 abbiamo assistito al proseguimento della convergenza economica reale dell'area dell'euro verso il livello degli Stati Uniti (come si può notare nel grafico sottostante): il differenziale di dinamica del PIL potenziale tra i due blocchi economici è tornato nel 2016 al minimo precedente la Grande Recessione.
A questa evoluzione ha contribuito anche il rafforzamento del tasso di crescita potenziale negli Stati Uniti, prima dello svolgimento delle elezioni presidenziali.
Possiamo concludere che l'area dell'euro sta raccogliendo i frutti della governance post-crisi, ma anche di un lungo processo di aggiustamento macro-finanziario, ancora presente nella memoria di imprese e famiglie.
D'altra parte, nel 2016 le riforme strutturali nella regione non hanno accelerato, complici l'intensificarsi delle pressioni populiste e protezionistiche a livello continentale, in vista delle elezioni in Germania e in Francia.
In altre parole, i Paesi dell'area dell'euro non hanno colto l'opportunità offerta dai minimi storici dei costi di finanziamento per accelerare le riforme strutturali negli ultimi trimestri.
In questo contesto, sottolineiamo che il rafforzamento della convergenza economica intra-europea dipende dall'accelerazione delle riforme strutturali (nel gruppo core, ma soprattutto nel gruppo periferico della regione).
In questa prospettiva, il 2017 (anno elettorale in Germania e Francia, le prime due economie della regione) può essere considerato un anno decisivo per la convergenza economica europea e per il futuro dell'area dell'euro/dell'Unione Europea.
