L’eccesso di liquidità in accumulo nel settore bancario
Questo articolo fa parte di una serie di analisi sulle sfide del settore bancario in questo decennio, realizzate dal dott. Andrei Radulescu, Direttore dell'Analisi Macroeconomica, Banca Transilvania, e pubblicate anche sul Blog BT.
Una delle sfide che il settore bancario mondiale ed europeo si trova oggi ad affrontare è l'accumulo di un elevato eccesso di liquidità, che per le banche rappresenta un costo opportunità, soprattutto in un contesto di tassi d'interesse ridotti. Questa dinamica è determinata da una serie di fattori:
- l'elevato tasso di risparmio delle famiglie (su massimi storici subito dopo lo scoppio della pandemia, come evidenziato nel grafico seguente), sostenuto anche dal quadro favorevole del mercato immobiliare (aumento dei prezzi degli immobili, con effetto ricchezza);
- il trend positivo della redditività delle imprese a livello globale, sullo sfondo dei processi di crescita e sviluppo dell'economia reale, nonché dell'adozione del progresso tecnologico e delle operazioni di consolidamento (fusioni e acquisizioni);
- un elevato grado di regolamentazione (attuazione di Basilea III), che ha inciso sull'attività di erogazione del credito (una prudenza senza precedenti per evitare un nuovo episodio di aggiustamento, analogo a quello innescato dalla Grande Recessione);
- il contesto favorevole dei mercati finanziari e l'intensificarsi dell'innovazione finanziaria (incluso lo sviluppo del sistema bancario ombra), fattori che hanno spinto le imprese a orientarsi verso fonti di finanziamento non bancarie;
Di conseguenza, il tasso di risparmio delle famiglie è aumentato in modo significativo sia negli Stati Uniti (la prima economia al mondo, con una quota del 25% del PIL globale) sia in Europa, fino a livelli record dopo la pandemia di coronavirus, e si è mantenuto elevato dopo la rimozione delle restrizioni introdotte per contrastare la crisi sanitaria.
Tasso di risparmio delle famiglie
Fonte: Bloomberg
Allo stesso tempo, la redditività delle imprese è migliorata sensibilmente nel corso del ciclo economico post-crisi (fino allo scoppio della pandemia), sostenuta dalla crescita dell'economia reale (la Romania è stata un campione di crescita, sviluppo e convergenza negli ultimi decenni), nonché dall'elevato rapporto fra eccedenza operativa lorda e valore aggiunto lordo (in Romania, ben al di sopra della media dell'Unione europea).
Così, in Romania il rapporto tra eccedenza operativa lorda e valore aggiunto lordo ha registrato un livello medio del 55,7% nel periodo 2009-2019, superiore a quelli registrati in Polonia (49,1%), Germania (40%), Area dell'euro (39,8%), Unione europea (40,4%) e Stati Uniti (32,9%).
Rapporto eccedenza operativa lorda / valore aggiunto lordo
Fonte: Eurostat
D'altra parte, il credito netto alle società non finanziarie, in percentuale al valore aggiunto lordo, si è attestato su livelli contenuti durante il ciclo post-crisi, riducendosi sensibilmente in Romania nel 2019.
Rapporto credito netto / valore aggiunto lordo società non finanziarie
Fonte: Eurostat
Il rapporto impieghi/depositi del settore bancario è diminuito in modo significativo negli ultimi trimestri (soprattutto dopo la pandemia).
Negli Stati Uniti (con un PIL nominale di 20,9 mila miliardi di dollari nel 2020), il rapporto impieghi/depositi per l'insieme delle banche commerciali si attesta intorno al 90%, minimo storico almeno dagli anni Settanta a oggi, periodo per il quale sono disponibili dati della Federal Reserve.
Rapporto impieghi – depositi, totale banche commerciali negli USA
Fonte: BT su dati della Federal Reserve (FED)
Nell'Area dell'euro, il rapporto impieghi/depositi si è ridotto di 7,1 punti percentuali tra la fine del 2019 e fine giugno 2020, fino al 95%, minimo storico.
Infine, in Romania il rapporto impieghi/depositi ha seguito una tendenza fortemente discendente negli ultimi anni, fino a un livello del 69% alla fine del primo semestre 2021 (in calo di 4,2 punti percentuali rispetto a dicembre 2019), come illustrato nel grafico seguente.
Rapporto impieghi / depositi del sistema bancario dell'Area dell'euro
Fonte: Banca centrale europea, Banca nazionale della Romania
In conclusione, sottolineiamo che l'eccesso di liquidità consente alle banche in Romania di sostenere il credito all'economia reale, ma una serie di fattori esterni al settore bancario è responsabile del livello contenuto dell'attività creditizia:
- l'elevato ricorso al credito commerciale (una fonte tradizionale di finanziamento per le imprese in Romania);
- l'elevato numero di imprese non bancabili (secondo l'analisi pubblicata dalla BNR a fine 2019, oltre 244 mila imprese, pari al 35,4% del totale, avevano patrimonio netto al di sotto della soglia regolamentare e il 97% di queste presentava patrimonio netto negativo);
- la preferenza delle multinazionali per il finanziamento da parte delle case madri o di banche al di fuori della Romania;
- il basso grado di sviluppo del mercato azionario e del mercato delle obbligazioni corporate, sebbene si osservino progressi più recenti;
- la crescita del ruolo del finanziamento attraverso i fondi europei nel ciclo economico post-crisi, una tendenza destinata a proseguire anche nel ciclo post‑pandemia.
Leggi anche Il cambio di paradigma nella politica monetaria, a firma di Andrei Radulescu, BT.
I prossimi articoli sulle sfide del settore bancario in questo decennio saranno dedicati a:
- Struttura dell'attivo del sistema bancario – evoluzioni nell'Area dell'euro
- Evoluzioni strutturali nel settore bancario in Romania dopo la Grande Crisi Finanziaria
- Prospettive per il settore bancario