Inflazione vs. deflazione
I prezzi al consumo sono un indicatore importante dell’andamento di un’economia, monitorato costantemente dalle famiglie, dalle imprese e dalle autorità di politica economica (banche centrali, governi, istituzioni internazionali).
Da un lato, la dinamica dei prezzi al consumo incide sulle decisioni di spesa e di investimento di famiglie e imprese.
Dall’altro lato, le decisioni di politica economica (in particolare quelle di politica monetaria) tengono conto dell’andamento recente e delle prospettive dei prezzi al consumo.
Una serie di fattori influenzano l’andamento dei prezzi al consumo, tra cui: il quadro dell’economia reale (ossia il ritmo di crescita dell’economia rispetto al grado di utilizzo della capacità dei fattori produttivi); il clima meteorologico, che incide sull’offerta agricola e quindi sui prezzi dei prodotti agroalimentari (per esempio, questi pesano per oltre il 30% nel paniere dei consumi in Romania); le oscillazioni delle quotazioni internazionali del petrolio e di altre materie prime; gli sviluppi del mercato valutario, con effetti sui prezzi dei beni e dei servizi importati; le aspettative degli operatori economici sull’evoluzione dei prezzi al consumo; le decisioni di politica economica; l’incidenza di shock endogeni (crisi del sistema economico) o esogeni (come la pandemia di coronavirus).
Quando parliamo di inflazione ci riferiamo all’aumento dei prezzi al consumo. Nelle fasi di forte crescita dei prezzi al consumo (come è accaduto in Romania nell’ultimo decennio del secolo scorso, nel contesto della transizione da un’economia statalizzata a un’economia di mercato) si osservano un peggioramento del benessere delle famiglie e un’allocazione inefficiente delle risorse da parte delle imprese.
Pertanto, l’accelerazione del ritmo di crescita dei prezzi al consumo incide negativamente sul reddito reale disponibile delle famiglie (il potere d’acquisto si erode), con effetti di riduzione della domanda di beni e servizi in futuro.
Inoltre, nelle fasi di forte aumento dei prezzi al consumo le decisioni di investimento delle imprese risultano distorte. Gli imprenditori, infatti, faticano a distinguere se l’aumento dei prezzi dei beni e servizi offerti dalle loro aziende sia dovuto a un temporaneo incremento della domanda specifica, oppure a una crescita generalizzata dei prezzi nell’economia.
Per contro, la deflazione descrive la diminuzione dei prezzi al consumo. Il periodo deflazionistico più noto è la Grande Depressione (la crisi economica mondiale degli anni 1930).
Nei periodi di deflazione (di calo dei prezzi al consumo) famiglie e imprese rinviano le decisioni di spesa e di investimento, nella prospettiva che in futuro i prezzi siano ancora più bassi. In questo contesto si innesca una spirale deflazionistica, con effetti sfavorevoli sull’andamento dell’economia (la domanda di beni e servizi si indebolisce, le imprese riducono l’occupazione e il benessere delle famiglie ne risente in modo significativo).
In questo quadro, la stabilità dei prezzi al consumo (evitare sia un’inflazione elevata sia la deflazione) svolge un ruolo fondamentale per un’allocazione efficiente delle risorse, elemento chiave per uno sviluppo economico sostenibile.
Del resto, nella maggior parte dei Paesi del mondo le banche centrali hanno avuto, come obiettivo principale di politica monetaria, il mantenimento della stabilità dei prezzi.
Quando si parla di stabilità dei prezzi si fa riferimento a un’inflazione media annua di circa 2% nelle economie avanzate. In Romania la Banca Nazionale mira a un tasso annuo dei prezzi al consumo compreso tra 1,5% e 3,5%, con un punto centrale al 2,5%.
In Romania, dopo una fase di iperinflazione all’inizio della transizione dall’economia statale all’economia di mercato (variazione annua dei prezzi al consumo superiore al 100% nel 1990, 1991, 1992, 1993, 1994 e 1997), è iniziata una tendenza disinflazionistica (decelerazione dell’inflazione) a partire dal 2000.
Questo processo di disinflazione (rallentamento del tasso annuo dei prezzi al consumo) è stato sostenuto negli ultimi decenni dalla globalizzazione, dalla liberalizzazione (anche in connessione con l’adesione all’Unione europea) e dall’introduzione da parte della BNR del regime di targeting dell’inflazione (nel 2005).
Nel 2020 i prezzi al consumo in Romania sono aumentati in media del 2,6% su base annua, in rallentamento rispetto al 3,8% del 2019, come evidenziato nel grafico sottostante. Sottolineiamo che lo scorso anno l’inflazione in Romania si è collocata entro l’intervallo obiettivo della banca centrale.
Andamento dei prezzi al consumo in Romania (%, a/a)
A cura di: Andrei Radulescu, Direttore Analisi Macroeconomiche, Banca Transilvania