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Una breve discussione… sul ROBOR

BLOG
28 dicembre 2018
TEMPO DI LETTURA: 5 MINUTI
Una breve discussione… sul ROBOR

Lo sappiamo anche noi: le discussioni sul ROBOR sono tra gli argomenti più seguiti quest’anno; molti clienti ci chiedono dettagli al riguardo e come ne vediamo l’evoluzione.

È chiaro: è un tema importante, tanto più che le rate di qualche milione di clienti, non solo di BT ma di tutte le banche in Romania, sono influenzate dall’andamento del ROBOR.

Ma cos’è esattamente il ROBOR?

È un indice calcolato con una formula non troppo complicata, chiaramente definita, sotto la supervisione della Banca Nazionale della Romania (BNR) e computato con l’aiuto della società di informazioni finanziarie Thomson Reuters (attiva dal 1851 e che calcola anche i tassi di riferimento LIBOR ed EURIBOR, utilizzati a livello mondiale).

Più precisamente, il ROBOR viene calcolato ogni giorno come media aritmetica delle quotazioni dei tassi in lei utilizzate da dieci grandi banche in Romania, ed è il tasso al quale una banca presta liquidità ad altre banche. Dal calcolo si escludono gli estremi (il tasso più alto e quello più basso) per rendere l’indice il più rappresentativo possibile. Possiamo quindi dire che il ROBOR è il prezzo del denaro in termini di interesse – una sorta di benchmark – cioè un riferimento per il costo del denaro nella valuta locale.

Il ROBOR si forma in funzione della domanda e dell’offerta di liquidità sul mercato monetario, per diverse scadenze, ed è influenzato da una serie di fattori, tra cui l’inflazione e le aspettative d’inflazione, la percezione del rischio d’investimento, le condizioni di liquidità del momento, ecc.

Sì, lo sappiamo, può sembrare complicato. Ma è importante sapere che il ROBOR è determinato in modo molto trasparente; rappresenta un prezzo del denaro e un indicatore dell’andamento dei tassi d’interesse nel mercato bancario, ed è calcolato e pubblicato sia sulla piattaforma Thomson Reuters sia sul sito della BNR, secondo modalità chiaramente stabilite e monitorate da istituzioni finanziarie locali/internazionali e dalle autorità. Il ROBOR è annunciato quotidianamente sul sito della BNR.

Se il ROBOR sale, è un segnale che anche i tassi per la clientela finale (su depositi e prestiti) aumenteranno; se il ROBOR scende, è un segnale che i tassi scenderanno.

Su, giù, su, giù….

Nel tempo ci sono stati periodi in cui il ROBOR è diminuito e periodi in cui è aumentato.

Nel grafico qui sotto potete vedere l’andamento degli ultimi 10 anni del ROBOR, dell’inflazione e della redditività bancaria (Return on Equity, o ROE):

Fonti: BNR, INS

Per esempio, negli ultimi 10 anni, il valore più alto del ROBOR a 3 mesi è stato registrato in marzo 2009, con un tasso del 18,3%. Il minimo è stato in marzo 2016, con un tasso dello 0,8%. Questi esempi mostrano che il ROBOR è un tasso “vivo”, in continuo movimento. Un grafico interattivo è disponibile all’indirizzo: https://www.curs-valutar-bnr.ro/robor.

In pratica, il ROBOR fluttua in funzione delle condizioni economiche, del tasso d’inflazione e della liquidità disponibile nel sistema bancario. Le banche non hanno alcun interesse a influenzare il ROBOR, proprio perché esso riflette un costo sia per i prestiti sia per i depositi. Quindi, se il ROBOR sale, aumentano i ricavi di una banca, ma aumentano anche i costi, perché in quel caso le banche si finanzieranno a un costo più elevato sui mercati finanziari o tramite i depositi raccolti dalla propria clientela.

Perché i tassi dei prestiti sono legati al ROBOR?

Semplice: è stata una decisione dello Stato rumeno, che nel 2010 ha disciplinato mediante l’Ordonanța de Urgență 50 (OUG 50) le condizioni di concessione dei crediti. Lo Stato (in attuazione di una Direttiva europea) ha deciso che i prestiti possono essere concessi con tasso fisso oppure con tasso variabile indicizzato a un indice di riferimento. È stato scelto questo indice di riferimento (ROBOR) perché si tratta di una prassi diffusa a livello internazionale e, in più, la sua determinazione è trasparente. Con questa ordinanza lo Stato ha voluto proteggere la popolazione da eventuali aumenti dei tassi sui prestiti derivanti da decisioni unilaterali delle banche.

Di conseguenza, oggi (in base all’obbligo previsto dalla legge) i contratti di credito in lei a tasso variabile indicano un tasso composto da ROBOR + uno spread fisso della banca. In questo modo, per una banca il ROBOR è il costo della materia prima, mentre lo spread è il margine con cui si coprono i costi (affitti, materiali di consumo, ATM, software, stipendi ecc.) e l’eventuale utile.

Del resto, come si può osservare nel grafico sopra, non si può stabilire una relazione direttamente proporzionale tra la redditività del capitale delle banche e il livello del ROBOR nel periodo 2008-2018.

Questo perché i risultati del settore bancario dipendono da una serie di fattori che influenzano sia i ricavi sia i costi, tra cui la dinamica del credito, il livello dei crediti deteriorati, gli investimenti nella digitalizzazione, ecc.

Qualcuno sa in che direzione andrà il ROBOR?

BT e, in generale, le banche lavorano con i migliori economisti e analisti, ma nessuno può prevedere con esattezza quale sarà, in un dato momento, il livello di un tasso medio (ROBOR o EURIBOR), perché dipende da molti fattori difficili da prevedere, misurare o influenzare. Anche gli interventi dello Stato nell’economia o le decisioni di politica economica e fiscale influenzano in modo determinante l’evoluzione del ROBOR, insieme all’inflazione e ai fattori esterni.

Abbiamo cercato di spiegare in breve e nel modo più diretto possibile; è chiaro però che l’argomento è ampio. Se hai qualsiasi domanda, lasciaci un messaggio sulla nostra pagina di contatto.

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