La Romania dopo 10 anni nell'Unione europea
Il 1º gennaio sono trascorsi 10 anni dall’integrazione della Romania nell’Unione Europea. Guardando a ritroso, si può dire che sia stato l’evento più importante dopo il 1989, per le sue dimensioni macro-finanziarie, di sviluppo, politiche e sociali.
L’economia rumena ha avvertito con forza gli effetti positivi di questo processo già nella fase di preparazione (pre-adesione), durante la quale è stata attuata una serie di riforme strutturali, necessarie per ottenere il “passaporto europeo”.
La concretizzazione della tabella di marcia verso l’Unione Europea ha migliorato la credibilità e l’immagine della Romania all’estero, con impatto positivo sugli investimenti esteri (il loro volume è aumentato da circa 2 miliardi EUR nel 2003 a 5 miliardi EUR nel 2004 e 2005, oltre 8 miliardi EUR nel 2006, 7 miliardi EUR nel 2007 e 9 miliardi EUR nel 2008).
Gli afflussi di capitali esteri hanno ridato slancio al potenziale dell’economia interna (il PIL potenziale ha toccato il massimo storico del 4,5% a/a nell’anno della firma del Trattato di adesione, il 2005).
In termini nominali, il PIL della Romania è raddoppiato tra il 2001 e il 2006 ed è triplicato tra il 2001 e il 2008. Nel 2016 il PIL si è attestato a oltre 165 miliardi EUR, 40 miliardi EUR sopra il livello del 2007 e superiore del 68% rispetto al livello del 2006.
Dal punto di vista reale, il processo di integrazione economica europea ha fatto da catalizzatore per la convergenza verso la media europea. Come evidenzia anche il grafico qui sotto, l’analisi dell’andamento dell’indicatore PIL pro capite (barometro della convergenza) mostra che, tra i Paesi dell’Europa centrale e orientale, la Romania è stata la campionessa della convergenza economica europea. Questo indicatore è aumentato di oltre il 90% negli ultimi due decenni, un’evoluzione determinata dall’adesione all’Unione Europea.
D’altro canto, nel bilancio economico del primo decennio di appartenenza all’Unione Europea vanno menzionate anche le conseguenze sfavorevoli.
In particolare, la forza lavoro è diminuita di oltre il 7% nell’ultimo decennio e del 14% negli ultimi 15 anni (periodo che include anche la fase di pre-adesione).
Inoltre, l’incidenza del debito pubblico sul PIL si è triplicata nel primo decennio di Unione Europea per la Romania (dal 12% nel 2006 a circa il 39% nel 2016).
Al contempo, l’ammontare del debito estero totale è aumentato sensibilmente, da 21,5 miliardi EUR nel 2004 a 30,9 miliardi EUR nel 2005, 41,2 miliardi EUR nel 2006, 99 miliardi EUR nel 2012 (nel 2016 si è attestato a circa 92 miliardi EUR).
In conclusione, sottolineiamo che la performance dell’economia interna negli ultimi 10 anni è stata fortemente influenzata sia dal percorso europeo, sia dall’incidenza della Grande Recessione (la crisi economico-finanziaria globale più severa degli ultimi decenni).
La crisi ha ridimensionato le aspettative irrazionali secondo cui l’appartenenza all’Unione Europea significhi latte e miele, a costi ridotti e in qualsiasi contesto.
All’inizio del 2017 possiamo affermare che la Romania ha imparato le lezioni delle prove di maturità affrontate nel primo decennio europeo. La prudenza di consumatori e imprese, il forte incremento delle esportazioni verso l’UE e la riduzione della dipendenza dal finanziamento estero creano le premesse per una performance economica migliore della Romania nel secondo decennio di appartenenza all’UE. Occorre tuttavia preservare la stabilità macro-finanziaria attraverso un mix equilibrato di politiche economiche.