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Il cambiamento di paradigma nella politica monetaria

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12 ottobre 2021
TEMPO DI LETTURA: 5 MINUTI
Il cambiamento di paradigma nella politica monetaria

Questo articolo fa parte di una serie di analisi sulle sfide del banking in questo decennio, a cura del dott. Andrei Radulescu, Direttore dell’Analisi Macroeconomica, Banca Transilvania, pubblicate su #BlogulBT.

Nel corso degli ultimi decenni il sistema monetario-finanziario internazionale ha affrontato numerose sfide, in un contesto dominato da fattori strutturali e da shock senza precedenti, sia endogeni sia esogeni.

Il processo di globalizzazione è proseguito e si è intensificato subito dopo l’adesione della Cina all’Organizzazione Mondiale del Commercio, nonché grazie al progresso tecnologico, via via che si consolidavano la rivoluzione IT e la rivoluzione digitale. L’economia mondiale è cresciuta in modo sostenuto negli ultimi decenni, trainata soprattutto dai Paesi emergenti e in via di sviluppo — inclusa l’ascesa della Cina, rafforzatasi dopo l’ingresso nell’Organizzazione Mondiale del Commercio. In questo contesto, il ruolo della Cina nell’economia globale è aumentato in maniera significativa, come evidenziato dall’incremento della sua quota sul PIL mondiale dal 2% all’inizio degli anni Novanta all’attuale 17%.

Quanto agli shock endogeni ed esogeni, tra questi figurano l’avvio, nel 2007, della Grande Recessione, la crisi economico-finanziaria mondiale più grave dal secondo dopoguerra, e la pandemia che stiamo attraversando, accompagnata da un’emergenza sanitaria senza precedenti nell’ultimo secolo a livello globale.

Non da ultimo, dopo la crisi economico-finanziaria — iniziata negli USA nel 2007, con implicazioni di medio periodo — abbiamo assistito alla comparsa delle criptovalute, allo sviluppo del sistema finanziario ombra (shadow banking) e all’emergere delle fintech, con conseguenze tanto per il settore bancario quanto per la politica monetaria.

Malgrado questi profondi cambiamenti in un arco di tempo relativamente breve, pari a due decenni, la tendenza al deprezzamento del tasso di cambio reale del dollaro USA e l’aumento significativo del rapporto debito pubblico/PIL negli Stati Uniti fino a livelli record, l’architettura del sistema monetario-finanziario internazionale è rimasta immutata, continuando a essere dominata dal dollaro statunitense.

 

Programmi monetari non convenzionali senza precedenti e crescita degli attivi delle banche centrali

Abbiamo osservato un cambio di paradigma nella politica monetaria dopo la Grande Recessione e, soprattutto, con lo scoppio della pandemia di coronavirus. In concreto:

  • Le banche centrali delle principali economie mondiali hanno varato programmi monetari non convenzionali senza precedenti, per contribuire a stabilizzare la percezione del rischio, contrastare la frammentazione del sistema finanziario e mantenere i costi di finanziamento su livelli contenuti, condizioni fondamentali per il rilancio dell’economia dopo shock di portata inedita (una crisi finanziaria, la più grave dal secondo dopoguerra, e una crisi sanitaria senza precedenti nell’ultimo secolo a livello planetario).
  • Gli attivi delle banche centrali di USA e Area Euro sono aumentati in modo significativo dopo il 2007 e, ancor più, dopo l’inizio della pandemia. Tra fine febbraio 2020 e fine settembre 2021, il totale attivo della banca centrale degli USA è salito di oltre il 100%, fino a circa 8,5 mila miliardi di dollari, mentre il totale attivo della banca centrale dell’Area Euro è cresciuto di oltre il 75%, fino a 8,3 mila miliardi di euro.

Andamento degli attivi delle banche centrali di USA e Area Euro
Andamento-degli-attivi-delle-banche-centrali-di-USA-e-Area-Euro-Blog-Banca-Transilvania

Fonti: Federal Reserve (FED) e Banca Centrale Europea (BCE)

 

Gli effetti dei programmi monetari internazionali

  • Questi programmi monetari non convenzionali senza precedenti, attuati dalle banche centrali delle principali economie del mondo, si sono trasmessi in misura minore all’economia reale. È vero che hanno contribuito a stabilizzare la percezione del rischio d’investimento, aspetto fondamentale per il rilancio dell’economia, come riflesso anche nel trend decrescente della velocità di circolazione della moneta (verso minimi storici).
  • D’altro canto, tali programmi hanno inciso più marcatamente sui mercati finanziari e su quello immobiliare, sia negli USA e nell’Area Euro sia a livello globale, come evidenziato dal forte aumento degli indici azionari e dei prezzi degli asset immobiliari. Ad esempio, a luglio i prezzi delle abitazioni nelle principali 20 aree metropolitane degli USA sono aumentati del 20% a/a, un ritmo record, superiore a quelli registrati prima della Grande Recessione.
  • Inoltre, dopo l’inizio della crisi finanziaria del 2007 abbiamo assistito sia a un forte irrigidimento della regolamentazione dei sistemi finanziari e bancari per evitare un nuovo tracollo nel medio periodo, sia a un intervento pubblico più incisivo nell’economia, tanto nei Paesi sviluppati quanto in quelli emergenti e in via di sviluppo. Ciò ha spinto il rapporto debito pubblico/PIL verso livelli oggi prossimi ai massimi storici.

Si pensi, ad esempio, al programma di acquisto di asset bancari varato dall’Amministrazione Obama all’indomani della crisi finanziaria, e soprattutto ai vasti piani messi in campo dai governi di tutto il mondo dopo la pandemia.

Impulso fiscale dopo la pandemia di coronavirus

Impulso-fiscale-dopo-la-pandemia-di-coronavirus-Blog-Banca-Transilvania

Fonte: Fondo Monetario Internazionale (FMI)

 

D’altra parte, l’incidenza dei due shock (quello finanziario e quello sanitario) ha determinato un aumento del tasso di risparmio delle famiglie.   

 

Tasso di risparmio delle famiglie (USA vs Area Euro)

Tasso-di-risparmio-delle-famiglie-Blog-Banca-Transilvania

Fonte: Bloomberg

Per quanto riguarda le imprese, i loro utili sono cresciuti significativamente negli ultimi decenni, fino a livelli record. L’andamento è stato influenzato dalla crescita dell’economia mondiale e dal contesto favorevole nei mercati finanziari.

 

Utili delle imprese USA (mila miliardi di dollari)

Utili-imprese-USA-Blog-Banca-Transilvania

Fonte: Bloomberg


Cause ed effetti

Gli elementi richiamati in questo articolo hanno contribuito, negli ultimi anni, a cambiamenti strutturali nel settore bancario (mondiale ed europeo, inclusa la Romania), attraverso:

  • l’accumulo di un eccesso di liquidità senza precedenti, che rappresenta un costo-opportunità per il settore bancario;
  • un rafforzamento della regolamentazione;
  • l’abbandono di operazioni complesse (ad alto profilo di rischio) e il focus sull’attività di credito con elevati standard di prudenza;
  • il rafforzamento della base patrimoniale;
  • la priorità alla digitalizzazione dei servizi finanziari e bancari.

 

I prossimi articoli sulle sfide del banking in questo decennio saranno dedicati a:

 

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