Dan Dascăl, CEO BT Asset Management: Sta prendendo forma anche in Romania una cultura dell'investimento mensile
Il successo negli investimenti non dipende dall’individuare il momento perfetto per entrare sul mercato, ma da costanza, disciplina e da una prospettiva di lungo periodo, afferma Dan Dascăl, CEO di BT Asset Management, in un’intervista concessa a Financial Intelligence sul mercato dei fondi di investimento in Romania e sulla maturazione dell’investitore rumeno.
Il settore dei fondi di investimento in Romania è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni. Come appare il mercato nel 2026 e quali sono i principali cambiamenti che osservate nel comportamento degli investitori rumeni?
Il mercato dei fondi di investimento in Romania sta attraversando uno dei periodi migliori della sua storia. Il patrimonio in gestione del settore ha superato la soglia di 70 miliardi di lei, arrivando a circa 77 miliardi di lei a metà del 2026, e il numero degli investitori continua a crescere a un ritmo sostenuto.
Ritengo che il cambiamento più significativo non sia la dimensione del mercato, bensì la maturazione dell’investitore rumeno. Se qualche anno fa l’interesse era concentrato soprattutto sui fondi monetari e obbligazionari, oggi vediamo un interesse crescente per i fondi azionari e per quelli diversificati. Questo percorso mostra che gli investitori hanno acquisito maggiore familiarità con le diverse asset class, con i rendimenti che possono generare e con i rischi associati.
Osserviamo un orientamento sempre più marcato verso l’investimento di lungo periodo, una migliore comprensione del rapporto rischio-rendimento e un maggiore interesse per la diversificazione. Un ruolo importante in questo processo lo hanno avuto i piani di accumulo sui fondi, un prodotto molto diffuso tra i nostri clienti, che contribuisce sia alla disciplina d’investimento sia alla riduzione dell’impatto della volatilità di breve periodo.
Al tempo stesso, l’accesso digitale ai prodotti d’investimento ha ridotto in modo significativo le barriere all’ingresso. Sempre più investitori scelgono di investire tramite app mobili e piattaforme online, con regolarità e con importi relativamente ridotti, anche in fondi indicizzati e ETF. Non da ultimo, oggi gli investitori sono molto più a loro agio con l’esposizione azionaria rispetto a qualche anno fa, un segnale chiaro della maturazione del mercato locale degli investimenti.
Dopo le forti performance della Borsa di Bucarest, c’è ancora potenziale per i fondi esposti alle azioni rumene? Dove vedete opportunità e quali sono i principali rischi?
Il mercato rumeno resta attraente nel medio-lungo periodo. Ritengo che l’economia della Romania continui a offrire opportunità di crescita superiori alla media europea e che numerose società quotate generino risultati solidi e distribuiscano dividendi interessanti.
Al tempo stesso, la Borsa di Bucarest beneficia di una base di investitori sempre più ampia e di una crescita costante della liquidità. Osserviamo che i fondi azionari e gli ETF sono stati tra i principali beneficiari dei nuovi flussi di capitale nel 2026, in un contesto in cui gli indici di Borsa hanno continuato a registrare ottime performance.
I principali rischi restano quelli legati al contesto geopolitico, interno e internazionale, alla volatilità dei tassi di interesse e a eventuali rallentamenti dell’economia globale. Tuttavia, per investitori con un orizzonte temporale di almeno 5 anni, le azioni rumene continuano a rappresentare una componente importante di un portafoglio diversificato.
Tassi, inflazione e rendimenti dei titoli di Stato hanno cambiato la competizione per il risparmio delle famiglie. In che modo i fondi di investimento competono con i depositi bancari e i titoli di Stato?
Non credo si tratti di una competizione diretta, quanto piuttosto di complementarità. I depositi bancari e i titoli di Stato sono soluzioni eccellenti per la liquidità e la conservazione del capitale nel breve periodo. I fondi di investimento rispondono invece a un’esigenza diversa: la crescita del patrimonio nel medio-lungo periodo.
In un contesto in cui l’inflazione erode il potere d’acquisto, gli investitori cercano soluzioni che offrano rendimenti reali positivi. I fondi consentono l’accesso a portafogli diversificati di obbligazioni, azioni e altri strumenti finanziari, gestiti in modo professionale e calibrati sui diversi profili di rischio.
Notiamo che molti investitori oggi combinano titoli di Stato e fondi di investimento, costruendo così portafogli più equilibrati.
Sempre più rumeni investono direttamente in azioni e ETF tramite piattaforme di trading. Perché un investitore dovrebbe ancora scegliere un fondo a gestione attiva e dove la gestione professionale può creare valore?
L’accesso agevole alle piattaforme di trading è un fenomeno positivo, perché contribuisce allo sviluppo del mercato dei capitali. Tuttavia, l’investimento diretto richiede tempo, competenze e disciplina.
La gestione professionale crea valore attraverso la selezione degli asset, la gestione del rischio, il monitoraggio continuo dei mercati e l’adattamento dei portafogli ai cambiamenti del quadro economico. Gli investitori non acquistano soltanto un portafoglio, ma beneficiano dell’esperienza di un team dedicato che segue quotidianamente l’andamento dei mercati finanziari.
Inoltre, i fondi offrono diversificazione immediata e accesso a mercati o settori che molti investitori individuali faticherebbero ad approcciare.
Al contempo, salutiamo lo sviluppo degli ETF, incluso il lancio del primo ETF gestito da BT Asset Management, poiché completano l’ecosistema degli investimenti e rispondono a esigenze diverse degli investitori.
Come è cambiato il profilo dell’investitore di BT Asset Management?
Osserviamo investitori più informati, più abituati all’orizzonte di lungo periodo e più propensi a utilizzare i canali digitali. Inoltre, la quota degli investitori più giovani è in crescita, in particolare attraverso le app mobili.
Una delle evoluzioni più significative è la diffusione dei piani di accumulo. Sempre più clienti scelgono di investire ogni mese, in modo automatico, importi relativamente contenuti, costruendo gradualmente un portafoglio. Questo comportamento favorisce la disciplina d’investimento e riduce l’impatto della volatilità di breve periodo.
Crediamo che anche in Romania stia cominciando a formarsi una cultura dell’investimento mensile di lungo periodo. Siamo ancora agli inizi, ma l’accesso facilitato dalla tecnologia e il crescente interesse delle generazioni più giovani rappresentano ottime premesse per lo sviluppo di questa tendenza.
Come vedete i prossimi 12 mesi per i mercati finanziari?
Su un orizzonte di 12 mesi è difficile prevedere con precisione l’andamento dei mercati finanziari. L’esperienza ci insegna che le previsioni di breve periodo possono essere superate da eventi economici, politici o geopolitici inattesi. Per questo riteniamo che gli investitori dovrebbero restare focalizzati sui propri obiettivi finanziari e seguire con disciplina i piani di investimento definiti.
Sul fronte azionario, un rischio è rappresentato dai livelli delle valutazioni, non più così attraenti come negli anni precedenti. Ciò non significa che le opportunità siano scomparse, ma che la selezione di società e settori diventa più importante.
Per quanto riguarda le obbligazioni, dopo l’aumento dei rendimenti degli ultimi anni sono tornate a essere una asset class interessante. Tuttavia, la principale fonte di rischio resta l’inflazione e la capacità degli Stati di gestire gli squilibri di finanza pubblica. Finché il livello del debito pubblico rimane elevato in molte economie sviluppate, l’inflazione può continuare a rappresentare una sfida per gli investitori e per i detentori di strumenti a reddito fisso.
In questo contesto, riteniamo che la diversificazione resti la strategia migliore. Un portafoglio equilibrato, costruito attraverso piani di accumulo e calibrato sul profilo di rischio di ciascun investitore, offre le migliori possibilità di attraversare con successo le fasi di volatilità. Il nostro messaggio è che il successo negli investimenti non dipende dall’individuare il momento perfetto per entrare sul mercato, ma dalla costanza, dalla disciplina e dal mantenimento di una prospettiva di lungo periodo. Nella maggior parte dei casi, la pazienza è l’asset più prezioso per un investitore.